Corso di formazione per l'accesso alla professione di avvocato 2018-2019

 

K101 - Corso di formazione per l'accesso alla professione di avvocato 2018-2019
Il corso, basato su metodo e contenuti di insegnamento in linea con il d.m. Giustizia 9 febbraio 2018 n. 17 ha lo scopo precipuo di fornire gli strumenti adeguati per acquisire un’ottima base teorico/pratica, utile ad affrontare le prove d’esame.
I moduli semestrali, organizzati nei periodi novembre 2018 - aprile 2019; maggio-ottobre 2019, si articoleranno nell’arco dei 18 mesi di tirocinio, secondo modalità e orari idonei a consentire l’effettivo svolgimento del tirocinio professionale, senza pregiudicare l’assistenza alle udienze, nonché la frequenza dello studio professionale, dell’Avvocatura dello Stato, degli uffici giudiziari.
Durante il corso, dal taglio pratico-teorico, verranno approfonditi i temi del diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile, penale e amministrativo, anche con riferimento al processo telematico, alle tecniche impugnatorie e alle procedure alternative per la risoluzione delle controversie; ordinamento e deontologia forense; tecniche di redazione degli atti giudiziari in conformità al principio di sinteticità e dei pareri stragiudiziali nelle varie materie del diritto sostanziale e processuale; tecniche della ricerca anche telematica delle fonti e del precedente giurisprudenziale; teoria e pratica del linguaggio giuridico; argomentazione forense; diritto costituzionale, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’unione europea, diritto internazionale, diritto tributario, diritto ecclesiastico; organizzazione e amministrazione dello studio professionale; profili contributivi e tributari della professione di avvocato; previdenza forense; ordinamento giudiziario e penitenziario.
Sono contemplate, verifiche sia intermedie (al termine dei primi due mesi) che finali, alla conclusione del corso. Dette verifiche, a cui possono accedere solo coloro che abbiano frequentato l’80% delle lezioni, consistono in test a risposta multipla e si intendono superate in caso di risposta corretta ad almeno due terzi delle domande (che sono complessivamente 30 nelle verifiche intermedie, 40 in quelle finali). Il mancato superamento della verifica finale impedisce il rilascio del certificato di compiuta pratica e comporta la ripetizione dell’ultimo semestre di formazione, con relativa verifica all’appello successivo.
I docenti sono scelti tra avvocati, magistrati, professori universitari o esperti in materie giuridiche funzionali alla formazione professionale, tenuto conto, nella loro valutazione, dei curricula, dei titoli, delle pubblicazioni nonché dell’esperienza maturata come formatori nelle materie oggetto di corso.
Le nuove regole, attenuando in parte la centralità del supporto giurisprudenziale rispetto alla soluzione prospettata nel parere o alla tesi giuridica enunciata nell’atto, imporranno ai candidati di dedicare ancora maggiore attenzione alla fluidità del ragionamento giuridico e alla linearità dell’esposizione scritta, che diverranno i principali tratti distintivi.
La preparazione teorica assumerà una rinnovata importanza, divenendo indispensabile riuscire a far emergere, attraverso l’esegesi del dato normativo, i tratti salienti degli istituti di volta in volta applicabili.
Resterà però ancora essenziale, a maggior ragione nell’ottica delle nuove regole, la capillare esercitazione pratica volta ad acquisire un metodo di redazione degli elaborati semplice ed efficace, che rappresenterà il migliore strumento per riuscire a valorizzare, sia nei pareri che nell’atto, le proprie argomentazioni giuridiche.

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