A653 La sicurezza urbana nella l. 48/17. Coordinamento dei poteri tra i vari attori istituzionali

 

DURATA
1 giorno

DATA
16 novembre 2018

ORARIO
9-13/14-16

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 250,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORE
Dott. Nicolino PEPE
Primo Dirigente della Polizia di Stato – Vicario del Questore della provincia di Campobasso

OBIETTIVI
La l. 18/4/17, n. 48 "Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 20/2/17, n. 14," recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, emanata su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’Interno, di concerto con i Ministri della Giustizia e per gli Affari regionali, delinea la sicurezza urbana rafforzando i poteri dei sindaci.
Lo strumento normativo considera le manifestazioni delinquenziali e i comportamenti devianti quali criticità rinvenibili nel tessuto dei centri urbani e delle aree metropolitane in genere, prevedendo la titolarità, in capo allo Stato, all’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e agli Enti locali, di un’efficace azione di prevenzione e contrasto. Obiettivo: tutela della sicurezza urbana con interventi multipli (sociali, culturali, urbanistici, di decoro urbano, ambientali, amministrativi).
Si introduce un nuovo assetto della sicurezza urbana nelle città volta ad innalzarla, con il fine di rimuovere quei fattori endemici causa del degrado urbano e dei fenomeni di criminalità comune e/o organizzata.
L’art. 54, co. 4 bis del TUEL, così come modificato dall’art. 8 della legge, precisa che i provvedimenti adottati dal Sindaco quale ufficiale di governo in tema di sicurezza urbana sono diretti a “prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardanti fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti". Il sindaco diviene co-protagonista della politica anticriminale: ricevendo poteri di ordinanza, volti a “prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi”, e poteri amministrativi di più ampio contrasto a fenomeni considerati propizi alla delittuosità (ubriachezza, illegalità diffusa, degrado del territorio, pregiudizio del riposo dei residenti).

DESTINATARI
Operatori dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione. Comandanti ed Ufficiali/operatori di Polizia locale, Responsabili dell’Ufficio cura e qualità del territorio, Responsabili/Operatori dei Servizi sociali, Referenti delle strutture organizzative comunali preposti alla gestione dell’Ufficio tecnico, Segretari comunali, Addetti “Staff Sindaco”, Responsabili Ufficio cultura. Assessori/delegati degli Enti locali, per le materie afferenti: Urbanistica e decoro urbano, Servizi sociali, Cultura, Trasparenza e Legalità, Trasporto pubblico e Viabilità.

PROGRAMMA
Le novità più importanti della l. 18/4/17, n. 48. Sicurezza integrata e sicurezza urbana. Un nuovo modello organizzativo improntato alla collaborazione interistituzionale tra Stato, Regioni, Province autonome ed Enti locali operanti a livelli diversi. Obiettivo: prevenzione multilivello dei fenomeni criminosi. Realizzazione; duplice piano di interventi: sicurezza integrata e sicurezza urbana (artt. 1 e 4 della legge in argomento).
La valenza del nuovo impianto normativo sotto il profilo del sistema di prevenzione, perseguito con il concorso di soggetti diversi, portatori di poteri e strumenti differenti, e la possibilità di operare su plurimi livelli: a fianco della prevenzione e la repressione di reati (sfera della cd. “sicurezza primaria”), l'interazione di altri organismi per il conseguimento di fattori di equilibrio e di coesione sociale (esponenti politici degli Enti locali, Dirigenti/Responsabili Area tecnica, Cultura e benessere sociale, Viabilità).
Il comitato metropolitano, nuovo organo introdotto dall’art. 6 della l. 48/17, deputato a sviluppare l’analisi delle questioni riguardanti la sicurezza urbana nel territorio delle città metropolitane.
Misure a tutela del decoro urbano: con affidamento alla figura del Sindaco di un ruolo preponderante. Nuovi strumenti per prevenire situazioni e comportamenti di inciviltà, incidenti sulla viabilità/vivibilità di luoghi importanti della vita di una comunità cittadina. Gli artt. 9 e 10 della l. 48/17 con previsione di sanzioni amministrative pecuniarie alle condotte che violano il divieto di stazionamento nelle aree di pertinenza delle infrastrutture del trasporto pubblico. Gli organi competenti ad irrogare le sanzioni: forze di Polizia, polizie locali e altri organi muniti delle qualifiche di ufficiale e agente di P.G. La rivisitazione dell’art. 100 TULPS: applicabilità dello stesso non più ai soli "pubblici esercizi", ma estensione anche agli esercizi di vicinato.
Daspo urbano: legalità sostanziale e profili di costituzionalità. Possibilità da parte del sindaco di imporre una sanzione amministrativa pecuniaria a “chiunque ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione di certi luoghi cittadini (“aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze”). Allontanamento per la durata di 48 ore
dal luogo urbano di chi tiene questi comportamenti.
Profili di costituzionalità: libertà di circolazione, confine fra sanzioni amministrative e sanzioni penali, concetto di sicurezza, ecc.

L'art. 10, c. 6-quater: arresto in flagranza differita. Ripristino, fino al 30/6/2020, dell’efficacia della disciplina sull’arresto in flagranza differita e sull’applicazione delle misure coercitive nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. "In caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose, compiuti alla presenza di più persone anche in occasioni pubbliche, per i quali è obbligatorio l’arresto ai sensi dell’art. 380 c.p.p., quando non è possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell’art. 382 c.p.p. colui il quale, sulla base di documentazione video‐fotografica dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le quarantotto ore dal fatto".

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