A079B Gli obblighi di trasparenza per le Pubbliche Amministrazioni (*)

 

 

DURATA
2 giorni

DATE
23-24 ottobre 2017

ORARIO
9,00 – 14,30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORI
Avv. Angelita CARUOCCIOLO
Avvocato amministrativista in Roma e Napoli. Componente tavoli tematici coordinati da ANAC per la redazione del nuovo Piano nazionale Anticorruzione
Dott.ssa Anna CORRADO
Magistrato TAR Campania

L’istituto della trasparenza amministrativa ha assunto nell’ambito dello svolgimento della funzione pubblica un ruolo centrale anche al fine di assicurare la legalità e la legittimità dell’azione amministrativa.
Il legislatore infatti ha costruito un castello articolato attraverso cui oramai il raggiungimento dello scopo pubblico deve passare necessariamente attraverso di forme di “conoscenza” da parte della collettività e imponendo alla pubblica amministrazione e ai soggetti ad essa assimilati adempimenti di pubblicazione di dati e documenti che determinano una serie di obblighi e responsabilità particolarmente gravosi.
Il seminario intende dunque analizzare le singole disposizioni in tema, favorendo un panorama complessivo ma al contempo dettagliato della materia al fine di soccorrere i soggetti tenuti a tali adempimenti nello svolgimento di tali incombenze.
L’art. 11 del d.l.vo 150/09 ha introdotto il principio della trasparenza amministrativa quale diritto all’accessibilità, da parte di tutti coloro che intendono acquisire informazioni, indipendentemente da uno specifico e qualificato interesse, sui dati che concernono le funzioni amministrative delle P.A., attraverso la pubblicazione sul sito internet dell’ente, in una apposita sezione denominata “Trasparenza, valutazione e merito”. Tali dati devono essere resi di facile accesso e quindi essere acquisibili e riutilizzabili dall’utente.
Il decreto trasparenza (d.l.vo 33/13) è stato peraltro innovato recentemente con il d.l.vo 97/16, ritoccando in maniera sostanziale l’istituto dell’accesso civico.
Questo innovativo istituto - che fino ad oggi si era caratterizzato, prevalentemente, per la obbligatorietà della pubblicazione del curriculum di ciascun dirigente, organo politico e consulente dell’ente, con indicazione del corrispettivo riconosciuto - con un primo intervento legislativo (art. 18 d.l. 83/12) aveva visto ampliare i propri orizzonti applicativi andando a investire i dati di tutte quelle operazioni di attribuzione di vantaggi economici, oltre ai corrispettivi ed ai compensi (fatta esclusione degli emolumenti e dei contributi dovuti per rapporti di lavoro), riconosciuti in favore di terzi soggetti privati da parte di enti pubblici e società in house. La mancata pubblicazione dei dati sul sito web dell’ente comporta il divieto di corresponsione di somme superiori ai mille euro nel corso dell’anno solare, con inevitabili conseguenze sia sotto il profilo del danno erariale, per gli eventuale pagamenti effettuati disattendendo il divieto, sia per il riconoscimento del danno da ritardo da riconoscersi a coloro che sono interessati a ricevere il pagamento.
Con la legge anticorruzione (l. 190/12, art. 1, comma 16) l’obbligo di pubblicazione dei dati è stato esteso pressoché a tutte le attività delle amministrazione, dal rilascio di autorizzazioni e concessioni all’espletamento dei concorsi pubblici. In particolare per quanto riguarda gli appalti (comma 32) è prevista la pubblicazione di numerosi dati relativi anche ai pagamenti effettuati all’appaltatore, con la previsione di sanzioni nell’ipotesi di mancata pubblicazione.
Tutte queste nuove disposizioni creano difficoltà organizzative agli uffici e accrescono le responsabilità di coloro che vi operano e quindi si rende necessaria una puntuale conoscenza delle disposizioni in questione da parte di tutti i soggetti che intervengono nelle varie fasi della filiera procedimentale, dai dirigenti, ai funzionari fino a giungere agli addetti ai pagamenti.
Con il Testo unico della trasparenza (d.l.vo 14/3/13, n. 33) il nostro ordinamento conosce una vera e propria trasformazione dello stile amministrativo, dal momento che il legislatore ha giuridicamente invertito il rapporto tra segreto e libera conoscenza con riferimento all’esercizio di funzioni amministrative (coinvolgendo anche le società in mano pubblica). In particolare è stato introdotto il diritto di accesso civico che porrà le Amministrazioni dinanzi alla impossibilità di nascondere i dati, potendo “chiunque” pretendere, anche giudizialmente, che i dati obbligatoriamente pubblici siano pubblicati sul sito web dell’ente.
Infine vanno considerate, come accennato, le ulteriori novità introdotte dal decreto 97/16, adottato in attuazione della l. 124/15, sia in termini di nuovi obblighi di pubblicità che di accesso civico c.d. “generalizzato”.

PROGRAMMA
Un approccio multiforme al nuovo stile della P.A.: dalla semplificazione dei procedimenti a una più decifrabile scansione dei subprocedimenti, dal vaglio del comportamento dell’impresa negli appalti in fase di scelta ed in fase di esecuzione del contratto al rafforzamento delle white list (Dir. UE 7/2011) accanto a quello delle black list.
I singoli rimedi proposti recentemente dal legislatore. Impossibilità per i condannati di partecipare ad appalti; la banca dati online sugli appalti; l'istituzione di una Authority anti-corruzione: prevenzione e contrasto attraverso controlli e sanzioni nei confronti delle P.A. non in regola.
L'obbligo di pubblicare notizie su procedimenti amministrativi, costi di opere e servizi, monitoraggi sul rispetto dei tempi. Onere della P.A. di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica per comunicare con i cittadini. Pubblicazione di ruoli, incarichi e retribuzioni.
Limiti alla transitabilità dal pubblico al privato: chi ha svolto ruoli dirigenziali nel settore pubblico non potrà passare a svolgere la stessa mansione nel privato prima che siano trascorsi tre anni.
La nuova incompatibilità dei responsabili di procedimento introdotta con l’art. 6-bis della l. 241/90. L’obbligo di rispondere in misura “semplificata”. L'istituzione di corsi di etica e la redazione di codici di comportamento per i dipendenti. La progettazione e pianificazione dell'azione di contrasto alla corruzione.
Le figure responsabili (es. i segretari comunali) che vadano a rimuovere il “risk management” (individuazione dei rischi legati alla gestione della Pubblica amministrazione e delle sanzioni nei casi in cui questi piani non vengano portati avanti).
Il ruolo delle Prefetture e l'elenco delle imprese “virtuose”. L’inasprimento delle pene per i reati coinvolti e nuova definizione di alcuni reati, tra cui la concussione. Il nuovo reato di “traffico di influenze”: l’intermediario tra il funzionario pubblico e chi vuole ottenere favori.
La trasparenza come sistema anticorruzione: dall'incompatibilità degli incarichi, alla pubblicazione dei dati on-line (art. 18 d.l. 83/12 e art. 3 l. 190/12 e d.l.vo 33/13 e sue modifiche del 2016). In particolare, la responsabilità del “controllore” e l’ampliamento delle circostanze causa di danno all’erario e delle fattispecie di danno all’immagine della Pubblica amministrazione. Le linee guida del Garante per la privacy (deliberazione n. 243 del 15/5/14).
Analisi dettagliata del d.l.vo 33/13 alla luce del decreto delegato dalla legge Madia (T.U. Trasparenza, d.l.vo 97/16): analisi del Parere del Consiglio di Stato n. 515/2016; dati, informazioni e documenti la cui pubblicazione è obbligatoria; limiti alla pubblicazione; soggetti tenuti alla pubblicazione (pubbliche amministrazioni e società che svolgono funzioni amministrative); quando sorge l’obbligo di pubblicare; caratteristiche del sito e modalità di pubblicazione del dato; esame delle principali “famiglie” di dati da pubblicare (organi politici, dirigenti, dipendenti, organizzazione, procedimenti amministrativi, concessioni e autorizzazioni, sovvenzioni e contributi, concorsi, tempi di pagamento, appalti, urbanistica, edilizia e espropriazione, servizio sanitario nazionale, ecc.). Le novità recate dalla l. 124/15 e dei decreti delegati 2016.
La pubblicità e trasparenza in materia di appalti: delibera ANAC n. 39/2016, art. 29 del codice del contratti (d.l.vo 50/16).
Il responsabile per la trasparenza (nomina, compiti, adempimenti e responsabilità). Sanzioni per la violazione delle disposizioni del T.U. Trasparenza; la delibera ANAC del 21/1/15 e il regolamento del 15/7/15 che individua l'autorità amministrativa competente all'irrogazione delle sanzioni. Il "diritto di accesso civico” e il “FOIA”.
Le delibere ANAC 1309 e 1310 del 28/12/16. Il nuovo regolamento dell’ANAC in tema di vigilanza e potere sanzionatorio in materia di trasparenza. Gli obblighi di pubblicità previsti dall’art. 14 del d.l.vo 33/16: ambito soggettivo.
Il nuovo volto dell’accesso documentale a seguito della introduzione dell’Amministrazione aperta; in particolare la nuova configurazione del controinteressato nell’accesso a documenti e ad atti di gara. Le responsabilità connesse alla comunicazione impropria di dati.
Tutela giurisdizionale esclusiva dinanzi al G.A.
Le tutele per il dipendente che rivela informazioni su pratiche scorrette fino all'impossibilità di essere licenziato, in particolare le nuove linee guida: determina ANAC n. 6 del 28/4/15. Rapporto tra trasparenza e tutela di chi denuncia: la prevenzione da possibili comportamenti e ritorsivi e/o integranti mobbing.

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