A046 Potere discrezionale e motivazione nelle Pubbliche Amministrazioni

 

- SECONDO IL DIRITTO COMUNITARIO E LA GIURISPRUDENZA

DURATA
2 giorni

DATE
6-7 novembre 2017

ORARIO
9,00 – 14,30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: euro 490,00 + IVA (la quota è esente da IVA se corrisposta da Enti pubblici)

RELATORE
Dott. Paolo PASSONI
Presidente di Sezione TAR Campania

Il seminario si propone come guida teorico-pratica nella ricognizione dei vari paradigmi procedimentali e decisori che presidiano l’istruttoria e le scelte finali delle pubbliche amministrazioni, anche in relazione ai riverberi processuali e ai limiti di sindacato giurisdizionale che tali modelli presentano in caso di ricorsi al giudice amministrativo.
In particolare oggetto del seminario saranno le tecniche di individuazione delle alternative decisionali a disposizione, il cronoprogramma procedurale, l’elaborazione dei motivi e la definizione delle conseguenti decisioni, con particolare riguardo al riparto di competenze fra responsabile del procedimento e il titolare del provvedimento.
Le tecniche oggetto di esame appaiono particolarmente utili sia per prevenire patologie degli atti amministrativi, sia per evitare che l’adozione di determinate scelte possa provocare in capo al funzionario pubblico conseguenze personali anche sul piano delle responsabilità.

PROGRAMMA
Atto vincolato, discrezionale, di alta amministrazione e politico; la natura di “alta amministrazione” dell’attività sostituiva del Governo ex art. 120 Cost.: la discrezionalità parziale solo nell’an, nel quid, nel quo modo o nel quando. Atto autoritativo e paritetico: la posizione “intermedia” dell’atto vincolato. La discrezionalità amministrativa e la riserva di legge: la problematica dei cosiddetti poteri impliciti ai confini fra una discrezionalità blindata e lo straripamento di potere; l’acquisizione degli elementi alla base dei giudizi; la ponderazione degli interessi pubblici e privati; motivazione, la partecipazione procedimentale e la sanatoria dei vizi formali ex art. 21 octies l. 241/90 nell’atto vincolato ed in quello discrezionale; il “favor” europeo verso il procedimento discrezionale: l’offerta economicamente più vantaggiosa nel nuovo Codice degli appalti, e il ruolo residuale del criterio del minor prezzo (art. 95 d.l.vo 50/16); la ponderazione degli interessi pubblici nelle procedure ad evidenza pubblica con il sistema dell’offerta più vantaggiosa.
Merito amministrativo e discrezionalità tecnica, anche alla luce del nuovo modo di amministrare per progetti e per via convenzionale. La discrezionalità tecnica nello svolgimento dell’istruttoria; caratteri e limiti del cd. soccorso istruttorio da parte del responsabile del procedimento: in particolare, la fattispecie generale di soccorso ex art. 6 l. 241/90 e le previsioni di settore dell’art. 83 comma 9 del nuovo Codice degli appalti (d.l.vo 50/16). Le rispettive competenze del responsabile del procedimento (discrezionalità tecnica) e del titolare del provvedimento (merito amministrativo). La discrezionalità mista.
Le valutazioni tecniche ed economiche alla base dei provvedimenti amministrativi. La nuova SCIA ex art. 19 l. 241/90 estesa alle valutazioni tecniche, come modificata da ultimo con il d.l.vo 50/16; il silenzio assenso previsto dall’art. 20 della l. 241/90 e le ultime fattispecie introdotte dalla l. 124/15  e dal d.l.vo 50/16: in particolare il silenzio-assenso nella conferenza dei servizi (art. 14 bis comma 4 l. 241/90) e il suo difficile coordinamento con il silenzio-assenso istruttorio introdotto nel 2015 (art. 17 bis l. 241/90): il cd. assenso tacito “senza condizioni”; il silenzio assenso in materia di gare pubbliche (artt. 32 e 33 d.l.vo 50/16).
Configurabilità o meno del silenzio assenso in presenza di discrezionalità (tecnica e/o amministrativa); necessità di giustificare gli ostacoli all’istruttoria, puntualizzando l’eventuale vincolo di legge (art. 14 bis comma 3 l. 241/90, come modificato dal d.l.vo 50/16); la problematica delle valutazioni tecniche facoltative, non contemplate dall’art. 17 l. 241/90. I poteri del giudice amministrativo nel sindacato dell’attività discrezionale: la verificazione e la CTU nel codice del processo amministrativo. L’azione sul silenzio-rifiuto ex art. 31 CPA e la possibilità del GA di dichiarare la fondatezza della pretesa nei soli casi di atti vincolati o di discrezionalità già consumata.
L’autotutela e la discrezionalità nei ripensamenti dell’amministrazione. Le modifiche introdotte dalla l. 164/14 agli artt. 21 quinquies e 21 nonies:in particolare, la responsabilità per il mancato autoannullamento di un atto illegittimo e la discrezionalità sulla revoca per motivi di merito; il temine massimo (18 mesi) per l’esercizio dell’autotutela su atti pattizi, introdotto nell’art. 21 nonies l. 241/90 dalla l. 124/15; l’indennizzo nella revoca ex art. 21 quinquies l. 241/90.
I rimedi per le amministrazioni rimaste dissenzienti nella nuova conferenza di servizi (artt. 14 quater comma 2 e 14 quinquies l. 241/90 come modificati dal d.l.vo 50/16); il cd. dissenso extraconferenziale e l’art. 21 septies l. 241/90; la natura endoprocedimentale ravvisata dalla più recente giurisprudenza nei riguardi della determinazione motivata di conclusione dei lavori della conferenza: conseguenze sul potere o meno del provvedimento finale di derogare ai contenuti della determinazione motivata.
Le responsabilità nell’esercizio dell’attività discrezionale anche alla luce della nuova normativa sulla trasparenza (d.l.vo 33/13 come modificato dal d.l.vo 50/16):in particolare, i rapporti fra la discrezionalità e la nuova trasparenza amministrativa; il mancato rispetto dei termini, la responsabilità dirigenziale e il danno da ritardo; il risarcimento dei danni per violazione di interessi legittimi pretensivi: criteri di determinazione a seconda se trattasi di attività vincolata o discrezionale; in particolare il danno da spettanza e il danno da chance. La colpevolezza della P.A. secondo la giurisprudenza (diversificata) della Corte di Giustizia UE, della Cassazione e del Consiglio di Stato: il paradigma dell’art. 1176 secondo comma c.c. e la diligenza professionale del “bravo” funzionario. Il vaglio della discrezionalità amministrativa e tecnica nel processo amministrativo.

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